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La nostra storia
L’Esquilino Football Club è una delle tante associazioni nate all’interno di quel prezioso contesto politico, sociale, culturale che è l’Associazione dei genitori Di Donato.
Si potrebbe citare il lavoro importantissimo di Marco e della sua “La Luna e la Tartaruga”, all’interno della quale decine di bambini e bambine imparano il kung-fu, o le lezioni di pattinaggio
di Bruno (papà peraltro anche di due giovani e promettenti calciatori, oltre che pattinatori). O quello di Noemi con la Capoeira. Ma non mancano neppure il basket, la pallavolo, la danza.
E certamente come ogni associazione dei genitori che si rispetti, il doposcuola, la ludoteca e i mercatini nel corso dell’anno per recuperare risorse economiche da destinare a chi ne ha più bisogno.
La nostra scuola calcio quindi nasce e cresce all’interno di questo humus. Inaugurata già agli albori dell’Associazione Genitori, nel 2008, fu un attivista del quartiere che all’epoca si dedicava alla costruzione di una squadra di cricket a spingere perché nascesse una proposta calcistica di qualità e accessibile per i bambini della scuola e non solo.
La figura individuata fu quella di Giovanni Castagno, ancora oggi presidente e capo allenatore dell’Esquilino FC.
Oggi purtroppo, il Piazza Vittorio Cricket Club di Federico e Mercedes non c’è più, ma è a loro in qualche modo che si deve la nascita di questa grande comunità oggi stabilmente radicata nella Di Donato e nel quartiere Esquilino.
Una scuola calcio che continua come allora a coniugare l’insegnamento del calcio ai valori educativi del rispetto e del fair play, a far giocare tutti e tutte, a cercare di costruire un ambiente di apprendimento e socializzazione sano e positivo.
Oggi il numero dei bambini che sceglie l’Esquilino e non una più convenzionale scuola calcio è notevolmente aumentato, tanto che l’ampio cortile della scuola, più volte ristrutturato e molto diverso da come era organizzato nel 2008, non basta veramente più. I nostri allenamenti settimanali rimangono, seppure un po’ caotici e immersi nel rumore di uno spazio dove nel frattempo si svolgono altre decine di attività, uno spettacolo per chi è abituato a luoghi più asettici e anonimi nei quali sarebbe per noi probabilmente impossibile lavorare.
Ci piace troppo questo caos!

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